Attaccamento vitale

Ieri ero dal mio medico di base e, mentre ero in attesa del mio turno, dalla porta entra un vecchietto piuttosto malandato. Molto in là con l’età ed un bastone a sorreggerlo, camminava piuttosto claudicante; si è seduto manifestando tutta la sua stanchezza. Parlando con il rappresentante, anch’egli in attesa del suo turno, ha sciorinato la sua diagnosi palesando la sua volontà a non arrendersi. In questo caso specifico, la tenerezza ma soprattutto l’umiltà con cui il dialogo si è svolto, mi ha fatto solo pensare ad un uomo che conosce il valore della vita e vuole semplicemente berne il succo il più possibile ma, altre volte capita invece di trovarsi di fronte a persone che pur discutendo dello stesso argomento, non provocano in me la stessa sensazione. Il loro modo di porsi alla vita, pur senza arrendersi in egual modo, risulta talmente spocchioso da finire per essere arrogante. Per quanto ognuno è libero di porsi verso la vita nel modo che ritiene più opportuno, tra il rispetto per la vecchiaia è la conseguente voglia di non voler sprecare nemmeno un attimo del tempo che gli resta, da una parte e l’arroganza di attaccarsi alla vita per continuare a prenderne maledicendo l’età che avanza  ce ne passa. Quindi ben venga il lottare per una vita migliore affinché le malattie possano non spezzarci, al massimo piegarci ma non dimentichiamo che la vecchiaia fa parte del gioco con la conseguente morte che tanto cerchiamo di scansare. Inutile prima o poi arriverà per tutti allora meglio godere della vita anche in tarda età ma con la consapevolezza del tempo che passa e degli acciacchi che ne conseguono. Ah…anche se non leggera mai questo post, auguro a quell’adorabile vecchietto tutta la salute del mondo. 

C. Piro

Quando il regista fa’ l’attore

Leggendo una recensione sull’ultimo film interpretato da Tony Servillo, in base alle considerazioni fatte dal critico, mi sovvengono alcune riflessioni derivanti da una sola domanda: quanto il carattere di un regista condiziona la performance di un attore o attrice che sia? Fatto salvo alcune rare eccezioni di attori/attrici dalla constatata bravura, ci sono quegli ibridi, indefiniti che oscillano tra l’interpretazione memorabile e quella da dimenticare. Ma cosa incide sull’una piuttosto che sull’altra? C’è da dire, senza voler offendere nessuno, che si parte dalla considerazione di fondo, se ancora non fosse chiaro, che l’attore o attrice in questione non possa essere definito/a di “alta qualità” ma piuttosto un artista capace di esprimersi al massimo nel momento in cui vengono a crearsi talune situazioni. Le situazioni di cui sopra contengono in esse diversi aspetti ma noi ci soffermeremo sulla figura del regista che, secondo il mio modesto parere, fa’ l’attore; attraverso il suo metodo di lavorazione, nello sviluppo del suo stile, della sua idea di cinema, sapendo esattamente come sviluppare un soggetto e conoscendo ogni pensiero del protagonista, consente all’attore o attrice che lo interpreta, di esprimerne il carattere nel modo migliore, spremendo le capacità dell’artista a favore del soggetto da rappresentare. Praticamente si serve delle capacità dell’attore scelto (avete capito che la considerazione la faccio per ambo i sessi, almeno evito di ripetermi ogni volta) e le “sfrutta” a suo piacimento per riuscire ad avere la massima resa da un professionista che, almeno secondo il suo parere, può essere la persona giusta per dare vita al suddetto personaggio; addirittura a volte accade che, durante la stesura della sceneggiatura, che spesso avviene per mano dello stesso regista, l’attore protagonista si materializzi nella mente dello stesso proprio durante lo sviluppo del personaggio, e non sono pochi i casi in cui i produttori hanno dovuto ingaggiare un attore solo per “accontentare” un regista fin troppo esigente. Detto questo, non accade sempre che l’attore soddisfi poi le esigenze dello stesso regista che l’ha ingaggiato ma, quando ciò avviene, succede che si vada poi a creare un sodalizio artistico che si svilupperà nel tempo; per Servillo la massima espressione della sua arte è fruibile per mano di Sorrentino e sembra proprio che nessun altro sia stato in grado di attingere dalla sua bravura in egual modo. L’attore napoletano è solo l’ultimo di una miriade di esempi possibili dove non sono da meno quegli attori, principalmente d’oltreoceano, che dopo una carriera non memorabile, finiscono nelle mani di un buon regista che ne esalti le doti fino ad allora totalmente nascoste o inesistenti e se c’è chi finisce per proseguire per la strada finalmente trovata (es. Matthew McConaughey, per anni impiegato in commedie finquando non sono state espresse le sue potenzialità anche in ambito drammatico), altri tornano nell’oblio dal quale erano per un attimo usciti (es. la buona interpretazione di Nicolas Cage in ‘Al di la’ della vita’ per mano di Scorsese, ma prima e dopo il vuoto). Potrei stare tutta la notte a sciorinare aneddoti e creare accoppiamenti tra registi e attori ma credo che, a questo punto, il concetto sia più che chiaro: molto spesso, come ben detto, è proprio il regista a fare l’attore.

C. Piro

Riconoscenza, questa sconosciuta

I primi titoli di ogni giornale sportivo, e non solo, sono dedicati all’esonero di Ranieri. Ebbene sì, proprio quel Ranieri che, lo scorso anno, ha realizzato la favola Leicester, facendo vincere ad una squadra, ad un’intera città, un titolo che fino a poco tempo prima era stata solo un’utopia. È bastato qualche risultato negativo in Premier League a scatenare la voglia o (spero) l’istinto di allontanare l’allenatore dalla meritata panchina. Prendo spunto da questo evento per parlare di qualcosa che, ad oggi, non esiste più o almeno è divenuta così rara da non ricordarsi quasi più di cosa si stia parlando. In un mondo bacato dall’apparenza, dal vuoto di valori, credo che sia una normale conseguenza non riuscire ad identificare una persona valida ne tantomeno a riconoscerne le capacità, figuriamoci i meriti. In ambito lavorativo poi, le cose si complicano ulteriormente. Appena entri a far parte di un’azienda diventi un numero: quante vendite fai, quanti contratti chiudi, quante case o macchine vendi. Ormai, ogni contratto deriva da un riscontro numerico (se ci pensate già dall’origine, visto che i contratti sono stati pensati sotto forma di ore lavorate e retribuite) e mai più viene calcolato l’impegno o la passione che il soggetto impiega per svolgere quel lavoro. L’esonero di Ranieri è solo l’esempio famoso di quello che è oggi la società che finge di indignarsi davanti ad un’ingiustizia del genere, senza prendere coscienza di esserne anch’essa la causa. Poi certo, c’è sempre l’eccezione (e per fortuna direi), com’è capitato a me. Dopo nove anni di lavoro, in cui nessuno si era accorto delle mie potenzialità lavorative, è successo che qualcuno (il mio attuale titolare) mi abbia collocato nella giusta posizione lavorativa affinché lui possa usufruire nel modo consono delle mie capacità ed io essere finalmente fiera del ruolo che ricopre. Quindi gli dico grazie e, a voi altri, prendere esempio. 

C.Piro

E che Sanremo sia

Checché se ne dica Sanremo lo guardano tutti, o quasi. Lo guardano soprattutto quelli che dicono che non lo guarderanno, vuoi per curiosità, per reale interesse o almeno per avere qualcosa di cui sparlare. Questo Sanremo però ha ben poco da farsi rimproverare, l’avvento della De Filippi ha portato la leggerezza e la simpatia che da anni non si respirava in quel dell’Ariston, riuscendo a dare anche a Conti un’aria  meno impostata e sicuramente più apprezzabile. Gli artisti in gara, sorridenti e più competenti di quanto potevo immaginare, hanno contribuito a rendere la prima serata scorrevole e piacevole come non mai. L’apertura affidata a Tiziano Ferro poi, nel ricordo di Tenco, è stato il tocco di qualità; ha emozionato bel giusto modo senza risultare pesante o fuori luogo, che poi qualcuno ha avuto da ridire (non poteva essere altrimenti) sulla sua performance non in linea con la vocalità del cantautore compianto, come se tutti fossero critici musicali, lasciatevi andare alle emozioni, miei cari signori, e non state sempre a trovare la pecca anche quando non c’è, le canzoni si interpretano non si imitano. Insomma, mettete da parte questo perbenismo ipocrita e godetevi lo spettacolo che almeno quest’anno, sembra essere davvero di qualità.

C.Piro

Ich Bin Nicht Ein Berliner

Pochi giorni fa sono rientrata dalla mia visita a Berlino. Il mio primo volo, il primo viaggio all’estero e tutto l’entusiasmo che ne consegue, mi hanno accompagnato per tutto il periodo che ha preceduto la partenza, smorzato poi dell’accoglienza inesistente e dal cibo immangiabile dei vicini (non ci amano poi tanto) europei. La città è senz’altro motivo di attrazione, colma di storia e monumenti che sembrano quasi aver fermato il tempo ma, se dovessi consigliarla, lo farei non senza accennare all’astio e al comportamento scontroso dei più che rasenta quasi la maleducazione. Non nego che ci sono state persone disponibili a dare indicazioni stradali e di metropolitana ma, spesso, anche in quel caso, il loro tono era piuttosto serio e per nulla propenso al dialogo. Nonostante il loro cibo, dai famosi Currywurst (i tipici wurstel tedeschi) fino alla più semplice pasta con il pomodoro, per non parlare dei salumi, sia poco gustoso e, in certi casi, immangiabile, i prezzi sono piuttosto esosi, fatto salvo per lo stinco di maiale mangiato in un locale tipico che quasi valeva da solo il viaggio. Insomma, la buona compagnia ha garantito il successo di questo viaggio che ricorderò per la storia e l’ottimo servizio di metropolitana che collega l’intera città ma alla prossima converrà informarsi meglio su cibo e accoglienza verso i turisti. Per il resto, non me la sento di imitare JFK ma piuttosto di andargli contro, e il  titolo è pienamente esplicativo.

C.Piro

C’è chi dice NO!

Dopo una campagna elettorale a suon di consigli si come votare e perché, si è conclusa l’avventura del referendum. Renzi ha rassegnato le sue dimissioni e il popolo stappa spumanti e festeggia in piazza. Potrebbe sembrare una vittoria ma bisognerebbe analizzare i pro e i contro di questa situazione, sarebbe possibile farlo se fossimo in grado di conoscere i retroscena che si nascondono dietro ogni singola sillaba che i politici pronunciano ma altro non possiamo fare se non andare a fiducia e … l’istinto. Alle urne ha vinto il NO quasi a dimostrazione che, gli italiani, sono stufi, stanchi di promesse non mantenute, progetti mai portati a compimento e finte facce affrante quando tragedie colpiscono il nostro paese, e ultimamente ne vefiamo fin troppe, purtroppo. Un voto che è più una ribellione che una presa di posizione, una scelta obbligata, quasi a sfidare i progetti politici, quasi a voler, per una volta, rompere le uova nel loro paniere, senza pensare alle conseguenze che tutto questo comporterà, quasi a dire “tanto peggio di così…”. Questa scelta d’istinto, di liberazione, vedremo a quale conseguenza porterà, quali saranno i cambiamenti a vantaggio e quali quelli a svantaggio. Chi vivrà vedrà, almeno un passo avanti è stato fatto, abbiamo imparato a dire di NO. 

C.Piro

Benvenuto dicembre!

Lo so cosa state pensando: “l’apatia che vi avevo scritto che stava passando in realtà si è trattenuta”. Diciamo che non è propriamente vero, oppure si. In questi giorni ho avuto da fare con il passaggio ad un nuovo ruolo nell’azienda per la quale lavoro, il trasloco alla mia bellissima e amatissima casa nuova e tante altre beghe che mi hanno impedito di scrivere o almeno di tenere aperta la mente affinché mi fosse permesso di scrivere. Vero anche che “volere è potere” come dico sempre quindi, in realtà, non esiste un motivo reale e valido che possa impedire all’arte di manifestarsi. A parte i pensieri che generano l’apatia in oggetto. Detto questo, sperando di non tornare a riscrivere tra qualche mese ma solo tra qualche giorno, al massimo qualche settimana, volevo rendervi partecipi di questi sottili cambiamenti e della motivazione della mia sparizione. Le attività continuano su radioselfie.it, dove continuo a condurre “Lo chiamavano cinema” e con paroleacolori.com dove scrivo la rubrica “I fantastici 4”. Presto aggiornerò la mia pagina delle registrazioni sul programma radio e inseriró il riferimento degli articoli il cui link trovate già qui di fianco. A presto, stavolta sul serio e… Benvenuto dicembre!

C.Piro